La pratica dei Jhāna con oggetto

LA PRATICA DEI JHĀNA CON OGGETTOCome coltivare il giusto samādhi Il termine pāli jhāna deriva dal verbo jhāyati, "soffermarsi", "dimorare" o "focalizzarsi". Un jhāna è uno stato meditativo che si sviluppa focalizzando l'attenzione su un oggetto o un'immagine (rūpa). Secondo Buddhaghosa, il termine deriverebbe anche dal causativo jhāpeti, "accendere". È interessante notare che dal pāli... Continua a leggere →

Samādhi, rilassamento, libertà

Ven. M. Punnaji Mahathero ..Alcuni praticanti di vipassanā utilizzano la citazione «In cio che vedi ci sia solo il visto..» per riferirsi alla loro meditazione, ma ciò che stanno facendo è custodire i sensi (indriya samvara). Quando spiegano che si tratta di guardare qualcosa senza speculare mentalmente su di essa, stanno descrivendo proprio la custodia... Continua a leggere →

Il nostro posto é qui

𝑰𝑳 𝑵𝑶𝑺𝑻𝑹𝑶 𝑷𝑶𝑺𝑻𝑶 𝑬̀ 𝑸𝑼𝑰Affrontare le difficoltà con il dharma Mettā, nel gergo buddhista, significa 'amichevolezza' o 'benevolenza' ( non "amore universale"); è una qualità che può essere coltivata a partire dalla risoluzione di non alimentare emozioni come l'astio, la malevolenza e l'odio, emozioni tossiche e perciò nocive. Nel commentario al Karaṇīyamettā Sutta si trova... Continua a leggere →

Il ruolo dei saṅkhāra nella costruzione del sé e nella meditazione

Il ruolo dei saṅkhāra nella costruzione del sé e nella meditazione Saṅkhāra è un termine composto dal prefisso ‘saṅ’, insieme, e dal verbo ‘karoti’, ‘fare’; saṅkhāra, vuol dire determinante, condizionante, e non, come spesso si sente dire, determinato, composto, costruito o formato; Il termine Pāli per indicare ciò è composto e costruito è saṅkhata; la... Continua a leggere →

Nascita, decadimento e morte

"L'afferrare condiziona l'essere; l'essere condiziona la nascita; nascita condiziona invecchiamento e morte.." Nel Sammahovinodanī, Buddhaghosa definisce la nascita o jāti come il "saṅkhatalakkhaṇā", il segno di ciò che è prodotto, costituito, creato: 5."Per via del fatto che qui, con “nascita” ci si riferisce alla “caratteristica di ciò che è prodotto” (sahkhatalakkhana), l'essere (bhava) è il... Continua a leggere →

Khemaka Sutta

Il Discorso di Khemaka Saṁyutta Nikāya 22.89(versione condensata) Il Khemaka Sutta (Samyutta Nikaya 22.89) affronta la sottile differenza tra identificazione e identità. Khemaka, gravemente malato, riceve messaggi da un gruppo di monaci tramite il monaco Dāsaka. La discussione si sposta presto su temi profondi quando Khemaka spiega loro di aver superato l’identificazione con i cinque... Continua a leggere →

I Tre Rifugi: come si diventa buddhisti?

I TRE RIFUGICome si diventa buddhisti? Prendere rifugio, "diventare buddhisti", non significa assumere una nuova identità o entrare semplicemente a far parte di una comunità dove sentirsi accolti e trovare un senso di appartenenza. Prendere rifugio nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha significa invece intraprendere concretamente il sentiero che conduce alla liberazione dalla sofferenza.... Continua a leggere →

Esperienza e Identità: nāmarūpa

“Nella cognizione non designante, non limitata, completamente luminosa:lì acqua e terra, fuoco e vento non trovano più appiglio;lì lungo e corto, stretto e largo, bello e brutto, nāma e rūpasi dissolvono senza residuo.Con la cessazione della coscienza,a tutto ciò si pone fine.” (Kevaṭṭasutta, DN 11) Esperienza e Identità In questo post cercheremo di spiegare in... Continua a leggere →

Sul divenire o Rinascita (5): L’Abhidhamma e i Commentari

Sul Divenire o Rinascita, parte 5 :Il divenire come allegoria nell' Abhidhamma, in Buddhaghosa e Vasubandhu In conclusione di questa dissertazione sul divenire come allegoria dell’esistenza, vorrei esaminare come questo tema venga trattato nei testi dell’Abhidhamma e nei commentari theravāda e sarvāstivāda. Questi testi, composti diversi secoli dopo la morte del Buddha, accettano come valida... Continua a leggere →

Sul Divenire o rinascita

Sul Divenire o rinascita:La prospettiva critica del riformismo Theravāda «I primi buddhisti consideravano la vita (jiva) come un processo di coscienza che si muove attraverso una successione di corpi, essendo la morte solo un evento momentaneo di questo processo. Questo fenomeno è talvolta chiamato "passare da un grembo all'altro" (Sn.278) o, più precisamente, rinascita (punabbhava,... Continua a leggere →

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