Riprendono gli incontri di meditazione del martedì del Gruppo di Meditazione Dhammadāna . Ci vediamo su zoom tutti i martedì sera, a partire dal 27 gennaio, dalle ore 20.30. La partecipazione è libera. Ecco il link per partecipare, valido per tutti i martedì: https://us02web.zoom.us/j/88582579670?pwd=APiWsfRlZbaohm7asr1YAlrsv32mHC.1 Passcode :: 727597 Con mettā Davide P. Coordinatore Dhammadāna Group
Kasibhāradvājasutta
Sutta Nipāta 1.4Kasibhāradvājasutta Così ho udito — ad un tempo il Beato dimorava nel Magadha, sulla collina orientale, in un villaggio bramano di nome Ekanāḷā. In quel periodo il Bramino Kasibhāradvāja aveva approntato cinquecento aratri, essendo la stagione della semina. Quindi, il Beato, di buon mattino, indossate le vesti, presa la ciotola e il mantello, si recò... Continua a leggere →
Gruppo Dhammadana
Informazioni generali Il Gruppo di Meditazione Dhammadana, nasce su ispirazione del Reverendo Dr. Sumana Siri, nostro mentore e fondatore del Buddhist Realists' Global Movement. Il Gruppo di Meditazione Dhammadana si ispira agli insegnamenti del Buddha come preservati nel canone buddhista in lingua Pali. Ai fini di favorire la conoscenza del Buddha-Dharma, ci proponiamo di invitare... Continua a leggere →
Etica buddhista e legittima difesa
ETICA BUDDHISTA E LEGITTIMA DIFESA Il caso Roggero (il gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori in fuga dopo averli inseguiti fuori dal negozio) è un buon esempio per distinguere tra giudizio giuridico e giudizio etico buddhista. Dal punto di vista del Buddhadharma, il primo precetto etico è chiaro: astenersi dall'uccidere esseri viventi (pāṇātipātā veramaṇī).... Continua a leggere →
Karma positivo e attività meritorie
KARMA POSITIVO E MERITI "Non abbiate paura del merito (puñña): il merito è sinonimo di felicità." (Itivuttaka 22) Nel Canone Pāli il Buddha invita molto spesso a compiere azioni salutari (kusala kamma) e a coltivare il merito (puñña). Tuttavia, è importante notare una sottile differenza il suo obiettivo ultimo non è "accumulare buon karma" in... Continua a leggere →
I 6 rivali del Buddha
I sei dotti rivali del Buddha All' epoca del Buddha (V secolo a.C.),l'India settentrionale fu un formidabile laboratorio di idee filosofiche e religiose.Il Brahmajālasūtta ( Dīgha Nikāya 1) elenca ben 62 dottrine o teorie principali. In quel contesto vi erano due grandi movimenti religiosi, quello dei brahmana e quello degli śramaṇa. I primi erano i... Continua a leggere →
La cessazione del respiro nella meditazione
La cessazione del respiro nella meditazione Nei testi buddhisti sulla meditazione è detto che negli stadi più elevati della meditazione (jhāna) lo yogin sperimenta la cessazione del respiro, il condizionante corporale per eccellenza. Ad esempio, nel Rahogatassasutta, (Saṃyutta Nikāya 36.11) leggiamo: "Catutthaṁ jhānaṁ samāpannassa assāsapassāsā niruddhā honti." "Per colui che è entrato nel quarto jhāna,... Continua a leggere →
La pratica dei Jhāna con oggetto
LA PRATICA DEI JHĀNA CON OGGETTOCome coltivare il giusto samādhi Il termine pāli jhāna deriva dal verbo jhāyati, "soffermarsi", "dimorare" o "focalizzarsi". Un jhāna è uno stato meditativo che si sviluppa focalizzando l'attenzione su un oggetto o un'immagine (rūpa). Secondo Buddhaghosa, il termine deriverebbe anche dal causativo jhāpeti, "accendere". È interessante notare che dal pāli... Continua a leggere →
Samādhi, rilassamento, libertà
Ven. M. Punnaji Mahathero ..Alcuni praticanti di vipassanā utilizzano la citazione «In cio che vedi ci sia solo il visto..» per riferirsi alla loro meditazione, ma ciò che stanno facendo è custodire i sensi (indriya samvara). Quando spiegano che si tratta di guardare qualcosa senza speculare mentalmente su di essa, stanno descrivendo proprio la custodia... Continua a leggere →
Il nostro posto é qui
𝑰𝑳 𝑵𝑶𝑺𝑻𝑹𝑶 𝑷𝑶𝑺𝑻𝑶 𝑬̀ 𝑸𝑼𝑰Affrontare le difficoltà con il dharma Mettā, nel gergo buddhista, significa 'amichevolezza' o 'benevolenza' ( non "amore universale"); è una qualità che può essere coltivata a partire dalla risoluzione di non alimentare emozioni come l'astio, la malevolenza e l'odio, emozioni tossiche e perciò nocive. Nel commentario al Karaṇīyamettā Sutta si trova... Continua a leggere →
Il ruolo dei saṅkhāra nella costruzione del sé e nella meditazione
Il ruolo dei saṅkhāra nella costruzione del sé e nella meditazione Saṅkhāra è un termine composto dal prefisso ‘saṅ’, insieme, e dal verbo ‘karoti’, ‘fare’; saṅkhāra, vuol dire determinante, condizionante, e non, come spesso si sente dire, determinato, composto, costruito o formato; Il termine Pāli per indicare ciò è composto e costruito è saṅkhata; la... Continua a leggere →
Nascita, decadimento e morte
"L'afferrare condiziona l'essere; l'essere condiziona la nascita; nascita condiziona invecchiamento e morte.." Nel Sammahovinodanī, Buddhaghosa definisce la nascita o jāti come il "saṅkhatalakkhaṇā", il segno di ciò che è prodotto, costituito, creato: 5."Per via del fatto che qui, con “nascita” ci si riferisce alla “caratteristica di ciò che è prodotto” (sahkhatalakkhana), l'essere (bhava) è il... Continua a leggere →
Khemaka Sutta
Il Discorso di Khemaka Saṁyutta Nikāya 22.89(versione condensata) Il Khemaka Sutta (Samyutta Nikaya 22.89) affronta la sottile differenza tra identificazione e identità. Khemaka, gravemente malato, riceve messaggi da un gruppo di monaci tramite il monaco Dāsaka. La discussione si sposta presto su temi profondi quando Khemaka spiega loro di aver superato l’identificazione con i cinque... Continua a leggere →
