Bhārasutta : Il fardello

saṃyutta nikāya 22 3. bhāravagga A Sāvatthi... "Monaci, vi parlerò del fardello, di chi porta il fardello, dell'addossarsi il fardello e dell'abbandono del fardello. Ascoltate." Cos'è, o monaci, il fardello? I cinque aggregati soggetti all'attaccamento, così è da rispondere. Quali cinque? l'aggregato soggetto all'attaccamento della forma, della sensazione, della percezione, dell'intenzione e della cognizione. Ciò, o monaci, è... Continua a leggere →

Acelakassapa: chi ha creato la sofferenza?

saṃyutta nikāya 12.17 2. āhāravagga evaṃ me sutaṃ— ekaṃ samayaṃ bhagavā rājagahe viharati veḷuvane kalandakanivāpe. Così ho udito: in una certa occasione il Sublime dimorava a Rājagaha, nel Bosco dei Bambù, nella riserva degli scoiattoli. Atha kho bhagavā pubbaṇhasamayaṃ nivāsetvā pattacīvaramādāya rājagahaṃ piṇḍāya pāvisi. Addasā kho acelo kassapo bhagavantaṃ dūratova āgacchantaṃ. Disvāna yena bhagavā tenupasaṅkami; upasaṅkamitvā bhagavatā saddhiṃ sammodi. Quindi il Sublime, di buon mattino, indossata la veste, prese il mantello e la ciotola ed entrò in Rājagaha per la questua. E l'asceta nudo Kassapa, vedendo il Sublime avvicinarsi da... Continua a leggere →

Il concetto di Dharma spiegato da quattro grandi maestri contemporanei

"dhammoti sabhāvo; attano sabhāvaṃ dhāretiti dhammo". "dharma è la natura intrinseca; ciò che detiene la sua propria natura è [detto] dharma". (Bhadantācariya Buddhaghosa, Visuddhimagga) Il significato di Dharma: S.S.Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama La parola Dharma in sanscrito significa 'ciò che tiene'. Tutte le manifestazioni esistenti sono Dharma (fenomeni) nel senso che tengono o portano... Continua a leggere →

La banalizzazione del Buddhismo

Il Dharma profondo: Mahānidānasutta "In una certa occasione, il sublime viveva tra i Kuru, presso una città dei Kuru di nome Kammāsadhamma. Quindi, il Venerabile Ânanda si avvicinò al Beato, gli rese omaggio e si sedette al suo fianco. Seduto, disse al Sublime: "Venerabile Signore, è meraviglioso, è fantastico, come il sorgere dipendente sia così... Continua a leggere →

Meghiyasutta: Le qualità che conducono alla maturazione

  Udāna 4.1 Evaṃ me sutaṃ—​   ekaṃ samayaṃ bhagavā cālikāyaṃ viharati cālike pabbate. Tena kho pana samayena āyasmā meghiyo bhagavato upaṭṭhāko hoti. Così ho udito: In una certa occasione il Sublime dimorava a Cālikā, su una collina di Cālikā. In quel tempo, il venerabile Meghiya era l'attendente del Sublime. Atha kho āyasmā meghiyo yena bhagavā tenupasaṅkami;... Continua a leggere →

La Scuola Sarvāstivāda

La scuola Sarvāstivāda   La scuola Sarvāstivāda, (pāli: Sabbatthivāda), fu una delle 18 scuole nate per via di interpretazioni discordanti delle parole del Buddha. Sarvāstivāda, da sarva, ‘tutto’, asti, ‘esiste’ e vāda, ‘dottrina’, è la teoria secondo la quale tutti i fenomeni (dharmā) del passato, presente e futuro, esistono, in una qualche forma, nel presente.... Continua a leggere →

Sedakasutta: Gli acrobati

  19. Sedakasutta Ekaṃ samayaṃ bhagavā sumbhesu viharati sedakaṃ nāma sumbhānaṃ nigamo. Tatra kho bhagavā bhikkhū āmantesi: In una certa occasione il Sublime dimorava fra i Sumbha, in un villaggio dei Sumbha di nome Sedaka. Là il Sublime così parlò ai monaci: “bhūtapubbaṃ, bhikkhave, caṇḍālavaṃsiko caṇḍālavaṃsaṃ ussāpetvā medakathālikaṃ antevāsiṃ āmantesi: ‘ehi tvaṃ, samma medakathālike, caṇḍālavaṃsaṃ abhiruhitvā mama uparikhandhe tiṭṭhāhī’ti. "Tempo fa, o monaci, vi era un acrobata, il quale, avendo issato la pertica di bambù, disse all'apprendista Medakathālikā: 'vieni, cara Medakathālikā, essendoti arrampicata sulla pertica... Continua a leggere →

Uddhatasutta : Sull’agitazione

Uddhatasutta: Sull'agitazione (Khuddaka Nikāya, Udana 4.2) evaṃ me sutaṃ—​ ekaṃ samayaṃ bhagavā kusinārāyaṃ viharati upavattane mallānaṃ sālavane. Tena kho pana samayena sambahulā bhikkhū bhagavato avidūre araññakuṭikāyaṃ viharanti uddhatā unnaḷā capalā mukharā vikiṇṇavācā muṭṭhassatino asampajānā asamāhitā vibbhantacittā pākatindriyā. Così ho udito: In un certa occasione il Sublime dimorava  vicino a kusinārā, nel bosco di sāla[1] dei Mālla di Upavattana. In quell'occasione, un gran numero di monaci viveva non lontano dal Sublime, in capanne situate nella foresta. Ed essi erano irrequieti, agitati, instabili, dediti alla chiacchiera,... Continua a leggere →

Viriya, Il vigore

«Non essere distratto, ma non meditare! Praticare in questo modo significa essere abili. Quando le miriadi di esperienze non lasciano alcuna traccia, che meraviglia! Praticare in questo modo è la liberazione!»  I SETTE FATTORI DEL RISVEGLIO 3. VIRIYA, L'IMPEGNO Riassunto degli argomenti trattati durante l'incontro di meditazione del 2 Novembre Viriya è il terzo dei... Continua a leggere →

La natura della mente: Il libro tibetano dei morti

Introduzione alla consapevolezza: La liberazione spontanea tramite la nuda percezione. 1: Introduzione alla consapevolezza Benché la natura non duale della mente, che pervade completamente sia il Saṃsāra che il nirvāṇa sia sempre stata presente sin dal principio, tu non l'hai riconosciuta. Anche se la sua luminosità e la consapevolezza si manifestano ininterrottamente, tu non ne... Continua a leggere →

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