«Monaci, un monaco contempla questo corpo, comunque sia posizionato o diretto, come composto di elementi: 'In questo corpo c'è l'elemento terra, l'elemento acqua, l'elemento calore, l'elemento vento.'» (Satipaṭṭhānasutta, MN 10) La pratica della meditazione, o più propriamente, della contemplazione, è un processo attraverso cui impariamo a coltivare quegli stati mentali, come ad esempio la consapevolezza,... Continua a leggere →
Buddhismo per i neofiti: come orientarsi
Il Buddhismo, o più correttamente, la via del Dharma, è una un sentiero che ha come obiettivo l'emancipazione dal Dukkha, la sofferenza prodotta dalle afflizioni mentali come l'ignoranza, l'avversione e l'avidità. Sebbene di primo acchito il buddhismo possa sembrare facile da capire -per lo meno a livello intellettuale- l'assimilazione del Dharma, l'integrazione effettiva dei suoi... Continua a leggere →
Meditazione sulla morte
Di seguito, una meditazione sul tema della morte scritta da Bhikkhu Nyanananda: Tutti gli esseri soggetti alla nascita dovranno affrontare la morte. Le divinità nei reami divini, gli dèi del coro di Brahma, gli esseri nei quattro inferni e tutti gli esseri umani dovranno morire. Nessuno degli esseri viventi potrà mai liberarsi della morte. Tutti... Continua a leggere →
Attakārīsutta: Colui che agisce
Sāvatthinidānaṃ: A Sāvatthi: «Atha kho aññataro brāhmaṇo yena bhagavā tenupasaṅkami; upasaṅkamitvā bhagavatā saddhiṃ sammodi. Sammodanīyaṃ kathaṃ sāraṇīyaṃ vītisāretvā ekamantaṃ nisīdi. Ekamantaṃ nisinno kho so brāhmaṇo bhagavantaṃ etadavoca: «ahañhi, bho gotama, evaṃvādī evaṃdiṭṭhi: ‘natthi attakāro, natthi parakāro’»ti. » «Quindi, un certo Brāhmaṇa si recò dove si trovava il Bhagavān, ed avendolo avvicinato scambiò con lui cortesi saluti,... Continua a leggere →
Moḷiyaphaggunasutta: Non-sé e Origine Dipendente
Moḷiyaphaggunasutta Dimorando a Savatthi: «Monaci, Vi sono quattro alimenti finalizzati al sostentamento di quegli esseri che sono già nati ed allo sviluppo di quelli che devono ancora nascere; quali quattro? Il cibo commestibile -grossolano o sottile- il contatto, le intenzioni mentali, e quarto, la cognizione. Questi, o monaci, sono i quattro alimenti che sostengono la... Continua a leggere →
Mahāpuṇṇamasutta: Chi rinasce?
Mahāpuṇṇamasutta, MN 109 Il Discorso esteso della notte di plenilunio KARMA E NON SÉ: CHI RINASCE? La risposta del Buddha ad un annoso quesito In questo dialogo, il Buddha spiega la natura condizionata e vuota di un sé sostanziale e autonomo degli aggregati psicofisici costituenti la persona, la quale è pur sempre soggetta, nei tre... Continua a leggere →
Bhavanettisutta: L’essere.
Sāvatthinidānaṃ. A Sāvatthi: Ekamantaṃ nisinno kho āyasmā rādho bhagavantaṃ etadavoca: «bhavanettinirodho, bhavanettinirodho’ti, bhante, vuccati. Katamā nu kho, bhante, bhavanetti, katamo bhavanettinirodho”ti?» Sedendo al suo fianco, il Monaco Rādha disse al Bhagavan: «Signore, si parla spesso di cessazione dell'essere, di cessazione dell'esistere, ma cos'è, o Signore, che conduce all'essere, e cos'è la cessazione di quegli elementi che conducono... Continua a leggere →
Bhava sutta: Le sfere d’esistenza
Paṭhamabhavasutta Il discorso sul divenire, Anguttara Nikaya 3.76 Quindi, Il Venerabile Ānanda si avvicinò dal Beato, ed avendolo raggiunto, gli rese omaggio e si sedette al suo fianco. E sedendogli a fianco, il Venerabile Ānanda chiese al Beato: «Signore, si parla di esistenza, di divenire – ma in che modo avviene il divenire?» «Ānanda, se... Continua a leggere →
Khajjanīyasutta: ciò che viene divorato (il ricordo delle esistenze precedenti)
A Sāvatthi. «Sāvatthinidānaṃ. “Ye hi keci, bhikkhave, samaṇā vā brāhmaṇā vā anekavihitaṃ pubbenivāsaṃ anussaramānā anussaranti sabbete pañcupādānakkhandhe anussaranti etesaṃ vā aññataraṃ. Katame pañca? » «Monaci, tutti quegli asceti e quei brahamana i quali rammentano le molteplici esistenze precedenti si rammentano dei cinque aggregati soggetti all'afferrarsi o di uno di essi. Ma quali sono questi cinque aggregati?»... Continua a leggere →
Meditazione: vedere con chiarezza
Meditare vuol dire fare chiarezza sulla natura delle cose: il termine in lingua Pāḷi per meditazione è jhāna, il quale deriva dal verbo jhāyati, il cui significato letterale è 'mettere a fuoco'. L'immagine metaforica qui utilizzata è quella di una lente, la cui funzione può essere sia quella di accendere un fuoco (jhāpeti in... Continua a leggere →