aṅguttara nikāya 5 20. brāhmaṇavagga “Pañcahi, bhikkhave, aṅgehi samannāgatā vācā subhāsitā hoti, no dubbhāsitā, anavajjā ca ananuvajjā ca viññūnaṃ. "Monaci, la parola, allorché dotata di cinque fattori, è una buona parola, non una cattiva parola, ed è inoltre irreprensibile e non criticata dalle persone sagge. Katamehi pañcahi? Kālena ca bhāsitā hoti, saccā ca bhāsitā hoti, saṇhā ca bhāsitā hoti, atthasaṃhitā ca bhāsitā hoti, mettacittena ca bhāsitā hoti. Quali cinque? Quando è pronunciata al momento appropriato, quando è veritiera, gentile, densa di significato, e detta con amorevolezza. Imehi kho, bhikkhave, pañcahi aṅgehi samannāgatā vācā subhāsitā hoti, no dubbhāsitā, anavajjā ca ananuvajjā ca viññūnan”ti. Dotata di questi cinque... Continua a leggere →
Studio e pratica: Siri Samanthabhadra Thero
Nell'Abhidhamma, è detto che la mente ed i pensieri sono due cose diverse. entrambi, la mente e i pensieri, appaiono simultaneamente e svaniscono simultaneamente. Tutto accade simultaneamente. al fine di comprenderli, identificarli come due cose distinte o come una cosa sola non fa molta differenza. Comunque sia, sono due cose diverse, anche se queste cose... Continua a leggere →
Dubbaṇṇiyasutta: Il demone che si nutriva di rabbia
Dubbaṇṇiyasutta (La bruttezza) Presso Sāvatthi, al Jetavana... Quindi il Sublime disse: "In passato, o monaci, un certo demone, brutto e deforme, si sedette sul trono di Sakka, Signore degli dèi. Così, o monaci, gli dèi del reame dei Trentatré si lamentavano e disperavano in questo modo: 'E' davvero assurdo, è davvero incredibile amici, che questo demone,... Continua a leggere →
Meditazione sull’amorevole gentilezza
"Yo ca mettaṃ bhāvayati, appamāṇaṃ paṭissato; Tanū saṃyojanā honti, passato upadhikkhayaṃ" "Per colui il quale, pienamente consapevole, coltiva l'amorevole gentilezza senza restrizioni, i fattori vincolanti diminuiscono, allorché egli contempla la distruzione degli attaccamenti." Mettābhāvanāsutta, Iti 27. Meditazione sull'amorevole gentilezza: Rifletti/contempla quanto segue: 1: Coltivare la benevolenza verso se stessi: Ahaṁ sukhito homi Possa io essere felice, Niddukkho homi Possa io essere libero dalla... Continua a leggere →
Nascita, morte e rinascita: l’illusione dell’esistenza
Ven Siri Samanthabhadra Thera La vita è una serie di eventi. Possiamo intendere la vita come una serie di eventi, dalla nascita alla morte. Essa inizia con la nascita e finisce con la morte; questi due eventi si equivalgono. La nascita non è causa di gioia e la morte non è la causa delle nostre... Continua a leggere →
Migajālasutta: Co-dipendenza vs indipendenza
Paṭhamamigajālasutta saṃyutta nikāya 35 7. migajālavagga Sāvatthinidānaṃ. atha kho āyasmā migajālo yena bhagavā tenupasaṅkami; upasaṅkamitvā bhagavantaṃ abhivādetvā ekamantaṃ nisīdi. ekamantaṃ nisinno kho āyasmā migajālo bhagavantaṃ etadavoca: A Sāvatthi: Il venerabile Migajāla si recò dal Sublime ed avendolo raggiunto lo salutò riverentemente sedendosi poi al suo fianco. Sedendogli al fianco, il venerabile Migajāla disse al Sublime: “‘ekavihārī, ekavihārī’ti, bhante,... Continua a leggere →
Co-dipendenza vs indipendenza: Ven Samanthabhadra Thero
Questo mondo è fondato sulla legge dell'interdipendenza, e nel matrimonio, ciò che accade è esattamente la creazione di un legame di inter-dipendenza. Per questa ragione, il matrimonio è simile ad una meteora. Quando due persone decidono di vivere dipendendo l'una dall'altra, nessuna delle due è davvero libera di vivere. Lui è infelice a causa... Continua a leggere →
Causa & effetto: Samanthabhadra Thero
Ven Siri Samanthabhadra Thero Tutti possono diventare Arahant seguendo questo insegnamento. Puoi decidere se continuare a seguire il sentiero, in quanto tu sei il tuo stesso insegnante. Io posso condurti fino all'ingresso del sentiero. Posso farlo senza problemi. Dopo aver realizzato la corretta comprensione del Sentiero, percorri il sentiero senza procrastinare; Se seguendo il sentiero... Continua a leggere →
Susimaparibbājakasutta: Susima l’asceta errante
Saṁyutta Nikāya 12.70 7. Mahāvagga Susimaparibbājakasutta Così ho udito - Un tempo il Sublime dimorava a Rājagaha, nel Bosco di bambù, là dove si nutrono gli scoiattoli. In quel tempo il Sublime era onorato, stimato, adorato, venerato e riverito, e riceveva quanto necessario in vesti, cibo elemosinato, alloggi e medicine in caso di malattia. Ed anche l'ordine dei... Continua a leggere →
Il Nobile ottuplice sentiero
Il Nobile Ottuplice Sentiero è la quarta delle nobili verità insegnate dal Buddha, ed è conosciuto in pāli con il nome di Ariya aṭṭhaṅgika magga. Esso è detto nobile o ariya in quanto la sua funzione è di condurre (yāti) fuori dalla portata del nemico (ari), dove con nemico si intendono i veleni interiori causa... Continua a leggere →