“Monaci, queste cinque facoltà, allorché coltivate e incrementate conducono alla cessazione degli inquinanti mentali. Quali cinque? La facoltà della fiducia (saddhā), del vigore (viriya), della consapevolezza (sati), del raccoglimento (samādhi) e della saggezza (pañña). Monaci, queste cinque facoltà, allorché coltivate e incrementate, condurranno all’abbandono dei legami (saṃyojana), allo sradicamento delle tendenze latenti (anusaya) , alla piena comprensione... Continua a leggere →
Riflessione e Meditazione
Due approcci alla meditazione nel BuddhismoParlando di meditazione buddhista, vi sono, in genere due categorie di pratiche, conosciute rispettivamente con i termini pāli sati e anussati.Sati (consapevolezza), si riferisce a quegli esercizi basati sull'osservazione (anupassi) di un dato fenomeno presente alla coscienza nel qui ed ora. Si tratta quindi di un esercizio di osservazione diretta... Continua a leggere →
Sotāpatti, la Corrente del Risveglio
"Dove c'è moralità c'è saggezza, dove c'è saggezza c'è moralità. Una persona morale è saggia, ed un saggio è morale. Moralità e saggezza sono definite come le virtù più alte di questo mondo."-Soṇadaṇḍasutta, DN4Nei sutta del Canone Pali è detto che la precondizione per l’ingresso nella corrente del risveglio (sotāpatti) sia l’abbandono dei tre legami... Continua a leggere →
Nibbānasukhasutta: Felice è il Nibbāna
34. Nibbānasukhasutta Felice è il Nibbāna Aṅguttara nikāya 9 4. mahāvagga In una certa occasione il venerabile Sāriputta dimorava a Rājagaha, presso il Bosco dei Bambù, alla radura dove si nutrono gli scoiattoli. Là il venerabile Sāriputta si rivolse ai monaci: “amici, felice è la cessazione (Nibbāna) ! Felice è la cessazione!” Avendo egli detto ciò, il venerabile Udāyī... Continua a leggere →
Gli elementi del Paticcasamuppada: Nāmarūpa
Nāmarūpa (‘psicosoma’) è un termine tecnico del Buddhismo indicante quegli elementi fisici e mentali che, assieme al processo cognitivo o viññāṇa, formano la base dell’esperienza soggettiva all'interno del vortice samsarico, il quale è alimentato dal desiderio (non a caso definito dal Buddha 'āhāra', 'nutrimento') e cristallizzato nell'essere (bhava) dall'afferrarsi (upādāna). L’unità di nāma e rūpa... Continua a leggere →
Il Buddhismo indiano: La scuola Vibhajjavāda
Le diciotto scuole del Buddhismo indiano (1):Genesi del sistema Vibhajjavāda o Theravāda Le informazioni relative al periodo successivo al Terzo Concilio sono scarse e frammentarie. Sappiamo che con l'appoggio accordato da Asoka ai Vibhajjavāda, i Sarvāstivāda emigrarono veso nord, in Kashmir e Gandhara, diventando in seguito la scuola più influente della regione. Nel 187 a.C.... Continua a leggere →
Il Buddhismo indiano: le scuole del Puggalavāda
Le diciotto scuole del Buddhismo Indiano: Vātsīputrīya, Saṃmitīya, Bhadrayanika, Dhammuttariya e Channagarika La scuola Vātsīputrīya nacque da una scissione con i Sarvāstivāda; Il nome Vātsīputrīya deriva dal nome del fondatore, l’arahant Vatsyaputra (del paese dei Vatsa), o in alternativa da Vātsīputra (Figlio di Vātsī), dal nome della madre del fondatore. Questa scuola si formò nel... Continua a leggere →
Uṇṇābhabrāhmaṇasutta: Il Bramino Uṇṇābha
Il Bramino Uṇṇābha Saṁyutta Nikāya 51 Pāsādakampanavagga Questo Dialogo fra il venerabile Ānanda ed il Bramino Uṇṇābha offre una spiegazione all'apparente contraddizione fra il desiderare di porre fine al desiderio e la fine del desiderio stesso. Così ho udito – in una certa occasione il venerabile Ānanda dimorava a Kosambi, presso il Ghositārāma. Quindi, Uṇṇābha il Bramino... Continua a leggere →
Addhāsutta: Tempi
Itivuttaka 63TikanipātaDutiyavagga Addhāsutta Ciò fu detto dal Beato, dall’Arahant; ciò fu da me udito: “Vi sono, monaci, questi tre tempi: quali tre? Passato, futuro e presente. Questi, monaci, sono i tre tempi”. Così parlò il Beato. In riguardo a ciò, così fu detto: “Gli esseri che percepiscono ciò che è comunicabile, si fissano su ciò che... Continua a leggere →
La pratica di Vipassanā
Consapevolezza, Calma e Visione Profonda « Cos’è, o monaci, l’incondizionato? la distruzione della bramosia, dell’avversione e dell’ignoranza: ciò, o monaci, è chiamato ‘incondizionato’. E qual è il sentiero per l’incondizionato? il calmo dimorare e la visione profonda: questo, o monaci, è detto il sentiero verso l’incondizionato.» Samathavipassanāsutta, SN 43.2 Il termine Pāli Vipassanā deriva dalla... Continua a leggere →