
Amici nel Dharma! Nella settima del Vesak, festa in cui si celebrano la nascita, il risveglio e l’entrata nel nirvana definitivo del Buddha Gautama, proponiamo la lettura di tre importanti sutra. Il primo, il Mahāsaccakasutta, espone il sentiero (magga) che condusse il Bodhisatta alla realizzazione delle tre conoscenze (tevijja); il secondo, è incentrato sulla pratica dei jhāna, del samādhi e dell’ottenimento dello stato meditativo della cessazione di percezione e sensazione, trampolino di lancio per la comprensione profonda della realtà dell’esistenza; il terzo sutta, Il Gotamasutta, è un resoconto di come egli sviluppò la comprensione dell’origine dipendente di dukkha. Questi testi evidenziano la correlazione fra la pratica del samādhi e la comprensione (non scolastica) della legge del Karma, del processo di rinascita e dell’origine dipendente. Nelle prossime settimane parleremo diffusamente di questi tre argomenti. Felice Vesak a tutti!
1. Le Tre Conoscenze
Majjhima Nikāya 36
Mahāsaccakasutta
(Estratto)
[Nella prima parte del discorso il Buddha spiega al Bramino polemista Saccaka il percorso che lo portò ad abbandonare la casa paterna per abbracciare la vita ascetica]
“Pensai: ‘Qualunque asceta o bramino in passato abbia provato sensazioni dolorose, strazianti e penetranti a causa dello sforzo, questo è il massimo, non c’è nulla al di là di questo. E qualsiasi asceta o bramino che in futuro sperimenterà sensazioni dolorose, strazianti e penetranti a causa dello sforzo, questo è il massimo, non c’è nulla al di là di questo. E qualsiasi asceta o bramino che attualmente provi sensazioni dolorose, strazianti e lancinanti a causa dello sforzo, questo è il massimo, non c’è nessun altro al di là di questo. Ma con questa pratica dolorosa delle austerità non ho raggiunto nessuno stato sovrumano, nessuna distinzione nella conoscenza e nella visione degna dei nobili. Potrebbe esserci un’altra via per il risveglio? Quindi ricordai che quando mio padre, il Sakya, stava lavorando, mentre ero seduto alla fresca ombra di un albero di melarosa, completamente distaccato dai piaceri sensuali, distaccato da stati non salutari, entrai e dimorai nel primo jhāna, il quale è accompagnato da pensiero applicato e pensiero sostenuto, gioia e benessere nati dal distacco. Potrebbe essere questo il sentiero per il risveglio? Quindi, sulla scia di quel ricordo, sorse la realizzazione: “Questo è davvero il sentiero del risveglio!”.
Quindi pensai: “Perché temere quel piacere che non ha nulla a che fare con i piaceri sensuali e gli stati non salutari? Non ho paura di quel piacere, poiché non ha nulla a che fare con i piaceri sensuali e gli stati non salutari”. Poi pensai: “Non è facile raggiungere questo piacere con un corpo così eccessivamente emaciato. Supponiamo che io mangi un po’ di cibo solido: riso bollito e porrige”. Così, mangiai un po’ di cibo solido, riso bollito e porrige. In quel momento, cinque monaci mi assistevano, pensando: “Se il nostro asceta Gotama raggiunge qualche stato superiore, ce lo comunicherà”. Ma quando mangiai il riso bollito e porrige, i cinque monaci furono disgustati e mi abbandonarono, pensando: “I’asceta Gotama ora vive nell’abbondanza, ha rinunciato a lottare ed è tornato al lusso”.
“Ora, quando ebbi mangiato del cibo solido e recuperato le forze, completamente distaccato dai piaceri sensuali, distaccato dagli stati non salutari, entrai e rimasi nel primo jhāna (enstasi), il quale è caratterizzato dal pensiero applicato e dal pensiero sostenuto, da gioia e benessere nati dal distacco. Ma questa sensazione piacevole che si è era manifestata in me non invase la mia mente e non rimase.
Con la cessazione del pensiero applicato e sostenuto, entrai e rimasi nel secondo jhāna… Con il venir meno della gioia.. entrai e rimasi nel terzo jhāna… Con l’abbandono del piacere e del dolore… entrai e rimasi nel quarto jhāna… Ma questa sensazione piacevole che si è era manifestata in me non invase la mia mente e non rimase.
1. Quando la mia mente, raccolta, fu così purificata, luminosa, senza macchia, libera da imperfezioni, malleabile, duttile, stabile e raggiunse l’imperturbabilità, la diressi verso la conoscenza del ricordo delle vite passate. Ricordai le mie molteplici vite passate, cioè una nascita, due nascite… Così con i loro aspetti e particolari ricordai le mie molteplici vite passate. Questa fu la prima conoscenza che raggiunsi durante la prima veglia notturna. L’ignoranza si dissolse e sorse la conoscenza, le tenebre si dissolsero e sorse la luce, come accade in chi rimane diligente, determinato e risoluto. Ma questa sensazione piacevole che si è era manifestata in me non invase la mia mente e non rimase.
2.Quando la mia mente, raccolta, fu così purificata, luminosa, senza macchia, priva di imperfezioni, malleabile, duttile, stabile e raggiunse l’imperturbabilità, la indirizzai verso la conoscenza della scomparsa e della riapparizione degli esseri … Così, con l’occhio divino, purificato e trascendente quello umano, vidi gli esseri che trapassavano e riapparivano, inferiori e superiori, belli e brutti, fortunati e sfortunati, e compresi come gli esseri procedono in base alle loro azioni. Questa fu la seconda conoscenza che raggiunsi nel mezzo della notte. L’ignoranza si dissolse e sorse la conoscenza, le tenebre si dissolsero e sorse la luce, come accade a chi rimane diligente, determinato e risoluto. Ma questa sensazione piacevole che si è era manifestata in me non invase la mia mente e non rimase.
3.Quando la mia mente, raccolta, fu così purificata, luminosa, senza macchia, priva di imperfezioni, malleabile, maneggevole, stabile e raggiunse l’imperturbabilità, la indirizzai alla conoscenza della distruzione delle macchie. Conobbi direttamente la realtà: “Questa è la sofferenza”;… “Questa è l’origine della sofferenza”;… “Questa è la cessazione della sofferenza”;… “Questa è la via che conduce alla cessazione della sofferenza”;… “Questi sono gli effluenti [āsava, veleni] ”;… “Questa è l’origine degli effluenti”;… “Questa è la cessazione degli effluenti”;… “Questa è la via che conduce alla cessazione degli effluenti”. “Quando compresi e vidi in questo modo, la mia mente si liberò dall’effluente del desiderio sensuale, dall’effluente dell’essere e dall’effluente dell’ignoranza. Quando [la mente] fu liberata sorse la consapevolezza: “È liberata”. Io conobbi direttamente: “La nascita è distrutta, la pura disciplina è stata vissuta, ciò che doveva essere fatto è stato fatto, non vi sarà più alcun ulteriore esistenza”. Questa fu la terza conoscenza che raggiunsi nell’ultima veglia notturna. L’ignoranza si dissolse e sorse la conoscenza, le tenebre si dissolsero e sorse la luce, come accade in chi rimane diligente, determinato e risoluto. Ma questa sensazione piacevole che si è era manifestata in me non invase la mia mente e non rimase..”
Il testo integrale: https://suttacentral.net/mn36/en/bodhi

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