Cetanāsutta: L’Intenzione

38. Cetanāsutta

Saṁyutta Nikāya 124.
 Kaḷārakhattiyavagga

A Sāvatthi.

Monaci, ciò a cui si aspira, ciò che si progetta e ciò verso cui si ha una tendenza latente: quello diventa la base per lo stabilirsi della coscienza. Essendoci una tale base, la coscienza viene a stabilirsi. Quando la coscienza si stabilisce e cresce, vi è il prodursi di una nuova esistenza nel futuro.

Con il prodursi di una nuova esistenza futura, vi saranno nascita, invecchiamento e morte, tristezza, lamento, dolore, sofferenza ed afflizione. In questo modo vi è il sorgere di tutta questa intera massa di sofferenza.

Monaci, se non si aspira, non si progetta, ma tuttavia vi è una tendenza latente, essa diventa la base per lo stabilirsi della coscienza. Essendoci una tale base, la coscienza viene a stabilirsi. Quando la coscienza si stabilisce e cresce, vi è il prodursi di una nuova esistenza in futuro. Con il prodursi in futuro di una nuova esistenza, vi saranno nascita, invecchiamento e morte, tristezza, lamento, dolore, sofferenza ed afflizione. In questo modo vi è il sorgere di tutta questa intera massa di sofferenza.

Ma quando non si aspira né si progetta e non vi è una tendenza latente, non vi è base per lo stabilirsi della coscienza. Non essendoci una base, la coscienza non si stabilisce. Se la coscienza non è stabilita e non cresce, non vi sarà in futuro il prodursi di una nuova esistenza. Non essendoci più il prodursi di una nuova esistenza in futuro, cesseranno nascita, invecchiamento e morte,  tristezza, lamento, dolore, sofferenza ed afflizione. In questo modo vi è il cessare di tutta questa intera massa di sofferenza.

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