Coltivare il samādhi

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yathābhūtaṃ ñāṇaṃ tampi samāhitassa vadāmi no asamāhitassa. Iti kho, bhikkhave, samādhi maggo, asamādhi kummaggo”ti.”

“La conoscenza della realtà è per colui che è raccolto, e non per chi è privo di raccoglimento. Monaci, Il samādhi è il sentiero, senza samādhi non vi è  sentiero.”

(Sīhanādasutta, AN 6.64)

Il termine samādhi deriva da saṃ + ā + dhā, dove ‘saṃ‘ significa ‘assieme’ e ‘dhā’ ‘tenere’samādhi  significa quindi tenere assieme’ o più semplicemente ‘raccoglimento’.

Nel Maggavibhanga Sutta il Buddha definisce il samādhi nei termini dei quattro jhāna (stadi di meditazione profonda):

“E cos’è, o monaci, il giusto raccoglimento?

1:Ecco o Monaci, un monaco, distaccatosi dai piaceri sensuali, distaccato dagli stati mentali non salutari, entra e dimora nel primo jhāna, nel quale vi sono pensiero applicato, pensiero sostenuto, gioia e benessere nate dal distacco. 

2:Con l’acquietarsi del pensiero applicato e del pensiero sostenuto, sviluppando la fiducia interiore e l’univocità mentale, egli entra e dimora nel secondo jhāna, il quale è libero da pensiero applicato e pensiero sostenuto e caratterizzato da gioia e benessere nate dal raccoglimento.

3:Con lo svanire della gioia, egli dimora equanime, consapevole e chiaramente comprendente, sperimentando benessere corporeo, stato del quale i nobili dichiarano: ‘Egli dimora equanime, consapevole e felice’; in questo terzo jhāna egli entra e dimora.

4:Con l’abbandono di felicità e sofferenza, avendo precedentemente trasceso gioia e dolore, egli entra e dimora nel quarto jhāna, senza sofferenza né felicità, il quale è caratterizzato da consapevolezza equanime completamente purificata. Questo, o monaci, è chiamato il corretto raccoglimento.”

Magga-vibhanga Sutta, SN 45.8

Lo scopo del Samādhi

La funzione del Samādhi è di portare la mente in uno stato di chiarezza e rilassamento idonei allo sviluppo della comprensione della realtà. La coltivazione del Samādhi ha a che vedere con la comprensione diretta delle Quattro nobili verità:

“Monaci, coltivate il Samādhi; Il monaco la cui mente è raccolta, comprenderà le cose secondo realtà. Ma cosa egli comprenderà secondo realtà? ‘Questa è la sofferenza’, ciò egli comprenderà secondo realtà; ‘questa è l’origine della sofferenza’, ciò egli comprenderà secondo realtà; ‘questa è la cessazione della sofferenza’, ciò egli comprenderà secondo realtà; ‘questa è la via che conduce alla cessazione della sofferenza’, ciò egli comprenderà secondo realtà.”

-Samādhisutta, SN 56.1 

“Quando la sua mente è raccolta, purificata e chiara, immacolata, libera da impurità, agile, malleabile, salda e imperturbabile, egli la dirige, l’orienta verso la conoscenza della distruzione dei veleni; egli comprende: ‘Questo è il dolore, questa è l’origine del dolore, questa è la cessazione del dolore, questo è il sentiero che conduce alla cessazione del dolore.”

-Samaññaphala Sutta, D.N. 2

Lo stato di samādhi è spesso descritto come uno stato di benessere  e riposo profondo: 

“Quando, o monaco, il samādhi è in tal modo coltivato e ben sviluppato, allora, o monaco, ovunque tu andrai, vi andrai in uno stato di benessere, ovunque tu starai, vi starai in uno stato di benessere, ovunque rimarrai, rimarrai in uno stato di benessere, ovunque dormirai, dormirai confortevolmente.”

-Saṅkhittasutta, AN 8.36

Coltivare il samādhi

Per coltivare il samādhi, è necessario sviluppare la consapevolezza (sati), sia nella pratica formale, che nella vita quotidiana. La pratica della presenza mentale o consapevolezza è di fatto il precursore del samādhi:

Amico Visākha, l’unificazione della mente, ciò costituisce il samādhi; i quattro fondamenti della consapevolezza sono lo strumento per la coltivazione del samādhi; i quattro sforzi armoniosi sono il prerequisito al samādhi; la pratica costante di questi fattori, la loro coltivazione e sviluppo costante  costituisce la coltivazione del samādhi.”

-Cūḷa­ve­dalla­sutta, MN 44.

Aspetti del samādhi

Vi sono tre tipi di samādhi: il samādhi del vuoto, dell’assenza di segni e dell’assenza di scopo:

“Monaci, per comprendere la passione, per conoscerla…per la sua completa distruzione, abbandono, eliminazione e dissoluzione…tre elementi devono essere coltivati. Quali tre? Il samādhi del vuoto, il samādhi senza limiti ed il samādhi privo di ambizione”.

-AN 3.183 

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