«Rāgassa, bhikkhave, abhiññāya..pariññāya … pe … parikkhayāya … pahānāya … khayāya … vayāya … virāgāya … nirodhāya … cāgāya … tayo dhammā bhāvetabbā. Katame tayo? Suññato samādhi, animitto samādhi, appaṇihito samādhi—rāgassa, bhikkhave, abhiññāya ime tayo dhammā bhāvetabbā.» «Monaci, per la comprensione, la piena conoscenza., la completa distruzione, l'abbandono, l'eliminazione la dissoluzione, il distacco, la cessazione... Continua a leggere →
Il piacere della meditazione: Pāsādikasutta
Estratto dal Pāsādikasutta, il Discorso su ciò che delizioso, DN, 29 per leggere il testo completo, in italiano, cliccare qui Cattārome, cunda, sukhallikānuyogā ekantanibbidāya virāgāya nirodhāya upasamāya abhiññāya sambodhāya nibbānāya saṃvattanti. Katame cattāro? Cunda, Vi sono quattro tipi di abitudine[1] all'indulgenza nel piacere sensoriale che conducono al disincanto, al distacco dalle passioni nocive, alla... Continua a leggere →
Il groviglio esistenziale: Jaṭāsuttaṃ.
Ekaṃ samayaṃ bhagavā sāvatthiyaṃ viharati jetavane anāthapiṇḍikassa ārāme, atha kho jaṭābhāradvājo[1] brāhmaṇo yena bhagavā tenupasaṅkami. Upasaṅkamitvā bhagavatā saddhiṃ sammodi. Sammodanīyaṃ kathaṃ sārāṇīyaṃ vītisāretvā ekamantaṃ nisīdi. Ekamantaṃ nisinno kho jaṭābhāradvājo brāhmaṇo bhagavantaṃ gāthāya ajjhabhāsi: In una certa occasione il Sublime dimorava a Sāvatthi, al monastero di Anāthapiṇḍika; ed il Brahmino Jaṭābhāradvāja[1] si avvicinò al Sublime, ed... Continua a leggere →
Risolutezza: ātāpī
“bhikkhu kāye kāyānupassī viharati ātāpī sampajāno satimā, vineyya loke abhijjhādomanassaṃ” “Un monaco dimora osservando il corpo nel corpo, risoluto, discernente e consapevole, avendo abbandonato la passione e l'avversione in riguardo al mondo”. -Satipaṭṭhāna sutta, MN 10. I ātāpī: Il termine ātāpī deriva da ā + tapa, ‘ardore’, ‘brillante come il fuoco’; questo vocabolo ha assunto... Continua a leggere →
Il samadhi senza oggetto
La coltivazione del Samādhi e l'Origine Dipendente Il termine Jhāna dal verbo Jhāyi, ‘soffermarsi’, ‘dimorare’ o ‘focalizzare’. Un jhāna è uno stato meditativo che si sviluppa focalizzando l'attenzione su di un oggetto o immagine (rūpa, nimitta). Nel sistema buddhista si prediligono gli oggetti di meditazione presentati nei Quattro fondamenti della consapevolezza, come ad esempio il respiro,... Continua a leggere →
Vibhaṅgasutta: esposizione dell’origine dipendente
Sāvatthiyaṃ viharati. «Paṭiccasamuppādaṃ vo, bhikkhave, desessāmi vibhajissāmi. Taṃ suṇātha, sādhukaṃ manasi karotha, bhāsissāmī»ti. «Evaṃ, bhante»ti kho te bhikkhū bhagavato paccassosuṃ. Bhagavā etadavoca: Dimorando a Sāvatthi: «Monaci, vi spiegherò l'origine dipendente, ascoltate e fate ben attenzione a ciò che vi dirò». «Bene o Bhante!», risposero quei monaci al Sublime. Il Sublime così disse: «Katamo ca,... Continua a leggere →
Gotama Sutta: Il Risveglio
Gotama Sutta, SN 12.10 «Monaci, prima di pervenire al completo risveglio, quando ero ancora un Bodhisatta, questa consapevolezza sorse in me: 'Questo mondo è caduto in disgrazia, si nasce, si invecchia e si muore, si trapassa e si risorge, ma non si conosce alcuna via d'uscita da questa sofferenza di decadimento e morte. Chi mai... Continua a leggere →
Cos’è il Buddhismo?
Cos'è il Buddhismo? Il Buddhismo è ritenuto una filosofia di vita per la maggior parte del genere umano, ma c’è da dire che la parola “filosofia” non riassume a pieno il concetto di Buddhismo. Perché? Diciamo che la filosofia spiega vari eventi su un livello formale, di parole e idee, mentre il Buddhismo lavora con... Continua a leggere →
Le radici della Sofferenza (sull’origine dipendente)
"Ananda , la vita di ogni essere vivente è simile ad un grande albero: nel terreno sotto questo albero vi sono radici ben radicate verso il basso ed altre che si diramano in tutte le direzioni nel terreno. Questo albero si nutre assorbendo ciò di cui ha bisogno tramite queste radici." Il Buddha paragonò la... Continua a leggere →
Cos’é il saṃsāra?
“Nāhaṃ, bhikkhave, aññaṃ ekasaṃyojanampi samanupassāmi yena saṃyojanena saṃyuttā sattā dīgharattaṃ sandhāvanti saṃsaranti yathayidaṃ, bhikkhave, taṇhāsaṃyojanaṃ. Taṇhāsaṃyojanena hi, bhikkhave, saṃyuttā sattā dīgharattaṃ sandhāvanti saṃsarantī”ti. "Monaci, non conosco alcun altro legame, per via del quale gli esseri sono costretti per lungo tempo al girovagare nel saṃsāra, come il legame della sete. Invero, è per via di questo legame... Continua a leggere →
