«etaṁ santaṁ etaṁ panītaṁ yadidaṁ sabbasaṅkhārasamatho sabbūpadhipaṭinissaggo taṇhakkhayo virāgo nirodho nibbānaṁ» «Questa è la pace, questo è lo stato sublime, ovvero: la pacificazione di ogni condizionante, l'abbandono di ogni attaccamento, la distruzione della sete, il distacco, la cessazione, il nibbāna» Lo stato di Nibbāna, l'estinzione delle sofferenza, è l'obiettivo della pratica buddhista, ciò a... Continua a leggere →
Ego, egoismo ed egocentrismo.
Buddhadasa Bhikkhu Il termine pali 'atta' indica ciò che in latino si chiama 'ego'. La coscienza dell'Io è definita 'egoismo' in quanto, non appena sorge il senso dell'Io, segue inevitabilmente il senso del mio. Il senso dell'io e delle cose sentite come appartenenti all'io, insieme, costituiscono l'egoismo. L'ego è visto come una componente naturale degli... Continua a leggere →
Anattā,il non-sé: un insegnamento pratico
“Rūpaṃ, bhikkhave, anattā, vedanā anattā, saññā anattā, saṅkhārā anattā, viññāṇaṃ anattā. Evaṃ passaṃ, bhikkhave, sutavā ariyasāvako rūpasmimpi nibbindati, vedanāyapi nibbindati, saññāyapi nibbindati, saṅkhāresupi nibbindati, viññāṇasmimpi nibbindati. Nibbindaṃ virajjati; virāgā vimuccati. Vimuttasmiṃ vimuttamiti ñāṇaṃ hoti. ‘Khīṇā jāti, vusitaṃ brahmacariyaṃ, kataṃ karaṇīyaṃ, nāparaṃ itthattāyā’ti pajānātī”ti. Monaci, la materialità è non-sé, le sensazioni sono non-sé, le percezioni... Continua a leggere →
Il non-sé spiegato in parole semplici
Cerchiamo innanzitutto di comprendere cosa si intenda con Sé o atman, ed in cosa consista la visione erronea concernente questo sé. Se ci fosse qualcosa che potessimo controllare in base ai nostri desideri, quel qualcosa sarebbe sé; tuttavia, nulla in questo mondo, incluso la nostra stessa vita, può essere controllato sulla mera base delle nostre... Continua a leggere →
Anattalakkhaṇa Sutta-Il non-sé
Saṃyutta Nikāya 22 6. Upayavagga Così ho udito: In una certa occasione il Sublime dimorava a Bārāṇasi, al Parco dei daini di Isipatana; in quell'occasione il Sublime si rivolse al gruppo dei cinque monaci asceti: "monaci!". "Signore" risposero quei monaci al Sublime; il Sublime parlò così: «Il corpo, o monaci, è non-sé; se invero, o monaci, il... Continua a leggere →
La pratica in breve(Buddhadasa Bhikkhu)
Una concisa introduzione alla pratica della consapevolezza del respiro in riferimento ai quattro fondamenti della consapevolezza descritta nell'Ānāpānassatisutta (MN118) Premessa: Praticare il Dhamma richiede molta intelligenza, ma per nostra fortuna il Buddha ha esposto la via insegnando le quattro basi della consapevolezza, fondate a loro volta sulla consapevolezza del respiro (anapanasati). 1: Il corpo... Continua a leggere →
Mucalindasutta:La gioia della liberazione
Questi versi furono profferiti dal Buddha ai piedi dell'albero Mucalinda[1], nei pressi di Uruvela (Bodhgaya), poche settimane dopo aver raggiunto il pieno risveglio. Mucalindasutta, Ud. 2.1. Evaṃ me sutaṃ— ekaṃ samayaṃ bhagavā uruvelāyaṃ viharati najjā nerañjarāya tīre mucalindamūle paṭhamābhisambuddho. Tena kho pana samayena bhagavā sattāhaṃ ekapallaṅkena nisinno hoti vimuttisukhapaṭisaṃvedī. Così ho udito — In un certa occasione... Continua a leggere →
Introduzione alla storia del Buddhismo Theravāda
«Per Quale ragione Il Buddha ha insegnato il Dhamma? Per la purificazione degli esseri, (Sattānanvisuddiyā), per la liberazione dalla tristezza e del dolore, (Sōkapariddavānansamatikkamāya), per la liberazione dalla sofferenza e dal dolore fisico e mentale (Dukkhadōmanassānanatthangamāya), per la realizzazione della vera natura di questa vita,(Ñāyassadhigamāya), per la realizzazione del Nibbāna (Nibbānassasaccakiriyāya)» Il Buddhismo Theravāda è la più antica... Continua a leggere →
Sulla pedagogia del Buddha
«Monaci, due tipi di persone non rappresentano correttamente il Tathāgata: quali due? chiunque esponga un discorso il cui significato necessita di essere interpretato come se fosse determinato/esplicito, e chiunque esponga il significato di un discorso il cui senso è determinato/esplicito come necessitante di essere interpretato, questi due, o monaci, non rappresentano correttamente il Tathāgata.» -AN,... Continua a leggere →
Attenzione e non attenzione:Il pragmatismo della meditazione buddhista
tatra idaṃ nissāya idam pajahatha', "Perciò, sulla base di questo, abbandonate questo" Questo principio, contenuto nel Saḷāyatanavibhaṅgasutta, raffigura una dualità tra attenzione, manasikāra e non-attenzione, amanasikāra. Vale a dire, il principio di base di questo discorso riguarda il metodo di incoraggiare la non-attenzione verso oggetti grossolani, invitando a portare l'attenzione verso oggetti più sottili. Sembra... Continua a leggere →
