“Il karma, monaci, deve essere compreso, l’origine del Karma deve essere compresa, la varietà del karma deve essere compresa, i risultati del karma devono essere compresi, la cessazione del karma deve essere compresa, il sentiero che conduce alla cessazione del karma deve essere compreso. 1. Monaci, è l'intenzione che io definisco Karma. Essendo sorta un’intenzione,... Continua a leggere →
La mente nel Buddhismo
La mente nel Buddhismo «Custodisca la persona accorta la mente-cuore, così difficile da vedere (comprendere n.d.r), guizzante, che si proietta su ciò che trova piacevole: il cuore ben custodito conduce alla felicità.» Dhammapada, Citta Vagga, 36. Definizione di cognizione Il termine pāli viññāṇa deriva dal verbo Vijānātī, vocabolo composto dal prefisso ‘Vi’, discernere o distinguere... Continua a leggere →
Hāliddikāni Sutta
Saṃyutta Nikāya 22.3 1. Nakulapituvagga Così ho udito: In una certa occasione il venerabile Mahākaccāna dimorava fra le genti di Avanti, a Kuraraghara, sul pendio di un montagna. Ed il capofamiglia Hāliddikāni si recò là dove si trovava il venerabile Mahākaccāna, ed avendolo raggiunto gli rese omaggio sedendosi poi al suo fianco. Sedendogli affianco, il capofamiglia... Continua a leggere →
Anusotasutta: Con la corrente
aṅguttara nikāya 41. bhaṇḍagāmavagga 5. Anusotasutta “Cattārome, bhikkhave, puggalā santo saṃvijjamānā lokasmiṃ. Katame cattāro? Anusotagāmī puggalo, paṭisotagāmī puggalo, ṭhitatto puggalo, tiṇṇo pāraṅgato thale tiṭṭhati brāhmaṇo. Monaci, Questi quattro tipi di individui vi sono nel Mondo. Quali quattro? L'individuo che segue la corrente, l'individuo che va contro corrente, l'individuo che è interiormente stabile ed il brahmana che ha attraversato [la corrente], che è andato oltre e risiede sull'altra riva. Katamo ca, bhikkhave, anusotagāmī puggalo? Idha, bhikkhave, ekacco puggalo kāme ca paṭisevati, pāpañca kammaṃ karoti. Ayaṃ vuccati, bhikkhave, anusotagāmī puggalo. E com'è, o monaci, colui che... Continua a leggere →
Amorevole gentilezza & visione profonda
“Yo ca mettaṃ bhāvayati,appamāṇaṃ paṭissato, Tanū saṃyojanā honti, passato upadhikkhayaṃ.” “Per colui il quale, pienamente consapevole, coltiva l’amorevole gentilezza senza restrizioni, i legami si affievoliscono, allorché egli contempla la distruzione degli attaccamenti.” - Mettābhāvanāsutta, Iti 27. “In una società popolata da persone viziose e piene di bramosia, l'amore finisce con una pugnalata. Tuttavia, quello da noi conosciuto culmina nell'emancipazione.” -Siri Samanthabhadra Thero *** Do seguito, alcuni spunti... Continua a leggere →
Sulla precarietà dell’esistenza: Ajahn Sumedho
La ragione per la quale i conservatori si sentono molto minacciati dagli stranieri, dalle idee radicali o da qualsiasi novità che metta in discussione lo status quo, è che uno dipende da quel mondo per sentirsi sicuro. Quando ti senti minacciato, vai in panico. Nel leggere le notizie sul tragico terremoto del Gujarat in India,... Continua a leggere →
Vācāsutta : La parola
aṅguttara nikāya 5 20. brāhmaṇavagga “Pañcahi, bhikkhave, aṅgehi samannāgatā vācā subhāsitā hoti, no dubbhāsitā, anavajjā ca ananuvajjā ca viññūnaṃ. "Monaci, la parola, allorché dotata di cinque fattori, è una buona parola, non una cattiva parola, ed è inoltre irreprensibile e non criticata dalle persone sagge. Katamehi pañcahi? Kālena ca bhāsitā hoti, saccā ca bhāsitā hoti, saṇhā ca bhāsitā hoti, atthasaṃhitā ca bhāsitā hoti, mettacittena ca bhāsitā hoti. Quali cinque? Quando è pronunciata al momento appropriato, quando è veritiera, gentile, densa di significato, e detta con amorevolezza. Imehi kho, bhikkhave, pañcahi aṅgehi samannāgatā vācā subhāsitā hoti, no dubbhāsitā, anavajjā ca ananuvajjā ca viññūnan”ti. Dotata di questi cinque... Continua a leggere →
Studio e pratica: Siri Samanthabhadra Thero
Nell'Abhidhamma, è detto che la mente ed i pensieri sono due cose diverse. entrambi, la mente e i pensieri, appaiono simultaneamente e svaniscono simultaneamente. Tutto accade simultaneamente. al fine di comprenderli, identificarli come due cose distinte o come una cosa sola non fa molta differenza. Comunque sia, sono due cose diverse, anche se queste cose... Continua a leggere →
Dubbaṇṇiyasutta: Il demone che si nutriva di rabbia
Dubbaṇṇiyasutta (La bruttezza) Presso Sāvatthi, al Jetavana... Quindi il Sublime disse: "In passato, o monaci, un certo demone, brutto e deforme, si sedette sul trono di Sakka, Signore degli dèi. Così, o monaci, gli dèi del reame dei Trentatré si lamentavano e disperavano in questo modo: 'E' davvero assurdo, è davvero incredibile amici, che questo demone,... Continua a leggere →
Meditazione sull’amorevole gentilezza
"Yo ca mettaṃ bhāvayati, appamāṇaṃ paṭissato; Tanū saṃyojanā honti, passato upadhikkhayaṃ" "Per colui il quale, pienamente consapevole, coltiva l'amorevole gentilezza senza restrizioni, i fattori vincolanti diminuiscono, allorché egli contempla la distruzione degli attaccamenti." Mettābhāvanāsutta, Iti 27. Meditazione sull'amorevole gentilezza: Rifletti/contempla quanto segue: 1: Coltivare la benevolenza verso se stessi: Ahaṁ sukhito homi Possa io essere felice, Niddukkho homi Possa io essere libero dalla... Continua a leggere →
