Meditazione sull’impermanenza (aniccasaññā)

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“Aniccasaññā bhāvetabbā asmi­māna­samug­ghātāya. Aniccasaññino hi, meghiya, anattasaññā saṇṭhāti, anattasaññī asmi­māna­samug­ghātaṃ pāpuṇāti diṭṭheva dhamme nibbānan”ti.

“la percezione dell’impermanenza deve essere coltivata al fine di sradicare la presunzione dell’ ‘Io sono’. Meghiya, colui che percepisce l’impermanenza si stabilisce nella percezione del non-sé, e colui che percepisce il non-sé, sradica la presunzione dell’ ‘Io sono’, e realizza nel qui e ora la liberazione.”

“Kathaṃ bhāvitā ca, bhikkhave, aniccasaññā kathaṃ bahulīkatā sabbaṃ kāmarāgaṃ pariyādiyati … pe … sabbaṃ asmimānaṃ samūhanati? ‘Iti rūpaṃ, iti rūpassa samudayo, iti rūpassa atthaṅgamo; iti vedanā … iti saññā … iti saṅkhārā … iti viññāṇaṃ, iti viññāṇassa samudayo, iti viññāṇassa atthaṅgamo’ti—evaṃ bhāvitā kho, bhikkhave, aniccasaññā evaṃ bahulīkatā sabbaṃ kāmarāgaṃ pariyādiyati, sabbaṃ rūparāgaṃ pariyādiyati, sabbaṃ bhavarāgaṃ pariyādiyati, sabbaṃ avijjaṃ pariyādiyati, sabbaṃ asmimānaṃ samūhanatī”ti.

“Ma in che modo, o monaci, la percezione dell’impermanenza, allorché coltivata e sviluppata, conduce alla piena distruzione della brama di piacere sensuale e al completo sradicamento della presunzione dell’…

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Paṭhamanidānasutta: Le Condizioni

Aṅguttara Nikāya 3 11. Sambodhavagga “Tīṇimāni, bhikkhave, nidānāni kammānaṁ samudayāya.Katamāni tīṇi?Lobho nidānaṁ kammānaṁ samudayāya, doso nidānaṁ kammānaṁ samudayāya, moho nidānaṁ kammānaṁ samudayāya. “Monaci, sulla base di queste tre condizioni vi è il sorgere del karma[1]; quali tre? sulla base della bramosia vi è il sorgere del karma, sulla base dell’avversione vi è il sorgere del karma, sulla base dell’ignoranza vi è il sorgere del karma. Yaṁ, bhikkhave, lobhapakataṁ kammaṁ lobhajaṁ lobhanidānaṁ lobhasamudayaṁ, taṁ kammaṁ akusalaṁ taṁ kammaṁ sāvajjaṁ taṁ kammaṁ dukkhavipākaṁ, taṁ kammaṁ kammasamudayāya saṁvattati, na taṁ kammaṁ kammanirodhāya saṁvattati. Monaci, quel karma prodotto dalla bramosia, nato dalla... Continua a leggere →

Pratica Buddhista Nell’epoca della Comunicazione di Massa

Estrarre l'oro dalla spazzatura Venerabile Bodhirakkhito (Samana Bodhirak) L'influenza dei mass media sulla nostra mente Nell'era dei mass media, coloro che saranno capaci di  comprendere il più velocemente la maggiore quantità di informazioni saranno capaci di trarne i benefici maggiori. Non è semplicemente possibile impedire alle persone di utilizzare i computer, di guardare la televisione o ascoltare la radio. Tuttavia, quando diamo un occhiata alle informazioni che ci arrivano dai mezzi di comunicazione, ci rendiamo facilmente conto che la maggior parte di esse... Continua a leggere →

Le Cinque Facoltà (Pañca-indriyāni)

“Monaci, queste cinque facoltà, allorché coltivate e incrementate conducono alla cessazione degli inquinanti mentali. Quali cinque? La facoltà della fiducia (saddhā), del vigore (viriya), della consapevolezza (sati), del raccoglimento (samādhi) e della saggezza (pañña). Monaci, queste cinque facoltà, allorché coltivate e incrementate, condurranno all’abbandono dei legami (saṃyojana), allo sradicamento delle tendenze latenti (anusaya) , alla piena comprensione... Continua a leggere →

Riflessione e Meditazione

Due approcci alla meditazione nel BuddhismoParlando di meditazione buddhista, vi sono, in genere due categorie di pratiche, conosciute rispettivamente con i termini pāli sati e anussati.Sati (consapevolezza), si riferisce a quegli esercizi basati sull'osservazione (anupassi) di un dato fenomeno presente alla coscienza nel qui ed ora. Si tratta quindi di un esercizio di osservazione diretta... Continua a leggere →

Sotāpatti, la Corrente del Risveglio

"Dove c'è moralità c'è saggezza, dove c'è saggezza c'è moralità. Una persona morale è saggia, ed un saggio è morale. Moralità e saggezza sono definite come le virtù più alte di questo mondo."-Soṇadaṇḍasutta, DN4Nei sutta del Canone Pali è detto che la precondizione per l’ingresso nella corrente del risveglio (sotāpatti) sia l’abbandono dei tre legami... Continua a leggere →

Nibbānasukhasutta: Felice è il Nibbāna

34. Nibbānasukhasutta Felice è il Nibbāna Aṅguttara nikāya 9 4. mahāvagga In una certa occasione il venerabile Sāriputta dimorava a Rājagaha, presso il Bosco dei Bambù, alla radura dove si nutrono gli scoiattoli. Là il venerabile Sāriputta si rivolse ai monaci: “amici, felice è la cessazione (Nibbāna) ! Felice è la cessazione!” Avendo egli detto ciò, il venerabile Udāyī... Continua a leggere →

Gli elementi del Paticcasamuppada: Nāmarūpa

Nāmarūpa (‘psicosoma’) è un termine tecnico del Buddhismo indicante quegli elementi fisici e mentali che, assieme al processo cognitivo o viññāṇa, formano la base dell’esperienza soggettiva all'interno del vortice samsarico, il quale è alimentato dal desiderio (non a caso definito dal Buddha 'āhāra', 'nutrimento') e cristallizzato nell'essere (bhava) dall'afferrarsi (upādāna). L’unità di nāma e rūpa... Continua a leggere →

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Le diciotto scuole del Buddhismo indiano (1):Genesi del sistema Vibhajjavāda o Theravāda Le informazioni relative al periodo successivo al Terzo Concilio sono scarse e frammentarie. Sappiamo che con l'appoggio accordato da Asoka ai Vibhajjavāda, i Sarvāstivāda emigrarono veso nord, in Kashmir e Gandhara, diventando in seguito la scuola più influente della regione. Nel 187 a.C.... Continua a leggere →

Il Buddhismo indiano: le scuole del Puggalavāda

Le diciotto scuole del Buddhismo Indiano: Vātsīputrīya, Saṃmitīya, Bhadrayanika, Dhammuttariya e Channagarika La scuola Vātsīputrīya nacque da una scissione con i Sarvāstivāda; Il nome Vātsīputrīya deriva dal nome del fondatore, l’arahant Vatsyaputra (del paese dei Vatsa), o in alternativa da Vātsīputra (Figlio di Vātsī), dal nome della madre del fondatore. Questa scuola si formò nel... Continua a leggere →

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